Il discorso di insediamento del Signor Console Alessandro Maria Ferreri

Eccellenze, Autorità, Signore e Signori,

È per me un grande onore accogliervi questa sera, in occasione della mia nomina a Console Onorario della Repubblica di Lituania a Milano.

Desidero ringraziare Sua Eccellenza l’Ambasciatore della Repubblica di Lituania in Italia Signora Dalia Kreiviene, il Ministro degli Esteri Lituano ed il Ministro degli Esteri Italiano che così fortemente hanno voluto la mia nomina e mi hanno onorato di questo ruolo.

È un momento importante non solo sul piano personale, ma anche come segno concreto del legame sempre più stretto tra la Lituania e l’Italia, e in particolare tra la Lituania e questa città straordinaria che è Milano.

Milano è il cuore economico e culturale del nostro Paese: un luogo dove si incontrano istituzioni, imprese, università, cultura e creatività. Proprio per questo, rappresenta il terreno ideale per sviluppare relazioni solide e proficue tra i nostri Paesi.

La mia missione, in qualità di Console Onorario, sarà quella di rafforzare questi legami.

Sul piano economico, favorendo collaborazioni tra imprese italiane e lituane in settori strategici come l’innovazione, l’energia, la tecnologia e il commercio. Sul piano culturale, promuovendo scambi accademici, progetti artistici e momenti di dialogo tra le nostre comunità. Sul piano istituzionale, consolidando la cooperazione nel segno della fiducia e della reciproca stima.

Credo molto in un’idea di diplomazia che non si gioca solo nei grandi vertici internazionali, ma che nasce anche sul territorio, nella vita di tutti i giorni: nel dialogo tra istituzioni e cittadini, tra imprese e università, tra comunità che imparano a conoscersi. E se ci pensiamo bene, Milano è già una scuola di diplomazia: perché qui convivono tradizioni diverse, si parlano tante lingue, e ogni giorno la città dialoga con il mondo.

Mi tornano in mente le parole di un grande Premio Nobel per la Pace, che una volta disse: «La diplomazia è la capacità di dire la verità con gentilezza, di difendere i propri valori senza alzare muri, e di trovare nell’altro non un nemico, ma un futuro alleato.»

E questa è la visione che mi guiderà: una diplomazia fatta di rispetto, di apertura e di collaborazione concreta, capace di unire ciò che a volte sembra lontano.

Desidero ringraziare di cuore le istituzioni cittadine, le autorità qui presenti, le forze armate e dell’ordine, e i rappresentanti del corpo diplomatico e consolare.
La vostra presenza questa sera non è soltanto un gesto di amicizia, ma un segnale chiaro del valore che tutti noi riconosciamo alla diplomazia.

E’ importante anche ringraziare Dolce&Gabbana, per averci permesso questa sera, qualcosa che di solito è riservato davvero a pochissimi nel mondo: la possibilità di visitare e prendere l’aperitivo nei Saloni dell’Alta Moda e di ammirare da vicino le loro splendide ed esclusive creazioni per la prossima stagione. Dolce&Gabbana è una delle poche istituzioni della creatività, della moda e del Made in Italy che è ancora tutta italiana e che non ha ceduto alle lusinghe offerte dall’estero: dobbiamo andare fieri di queste meravigliose aziende, così importanti per l’immagine che l’Italia dà di sè nel mondo e per il lustro nei confronti della città di Milano

Questa Milano che è, da sempre, una città che ha il compito di unire: che unisce il Nord e il Sud d’Europa, che difende sia la tradizione che l’innovazione, che integra chi qui arriva e chi da generazioni vive e lavora in questa città.

Il mio impegno sarà quello di rafforzare questi legami e di costruirne di nuovi, facendo della diplomazia non un concetto astratto, ma un gesto concreto che unisce, che crea fiducia e che apre nuove prospettive.

Vi rubo ancora pochi attimi della vostra preziosa attenzione, perché è purtroppo importante ricordare in questa sede alcuni fatti molto tragici accaduti poco lontano da noi: ieri mattina, durante una missione in un casolare fuori Verona, tre carabinieri sono rimasti uccisi e più di 17 agenti tra polizia e carabinieri sono rimasti feriti. Tra i tre carabinieri tragicamente morti c’era anche il Luogotenente Marco Piffari, Comandante della Squadra Operativa di Supporto del Battaglione Mobile di Mestre.

Marco è stato un grande professionista, una bellissima persona ed un raro esempio di rettitudine e dedizione, che ho avuto l’onore di conoscere personalmente, da cui ho appreso molto e con cui, ironia della sorte, ho anche passato lo scorso week end insieme ad altri amici. La sua scomparsa mi tocca in maniera profonda e dolorosa come credo la vicenda cosi straziante abbia toccato tutto il popolo italiano.

Questa sera abbiamo l’onore di avere con noi il comandante interregionale dei Carabinieri Pastrengo, il generale di Corpo d’Armata Dott. Riccardo Galletta.

A lei, Generale, in quanto qui alto rappresentante dell’Arma dei Carabinieri, a nome mio personale, a nome del Consolato della Repubblica di Lituania a Milano, a nome dell’Ambasciata della Lituania a Roma e a nome di tutti noi, desidero esprimerle le nostre più sentite e profonde condoglianze per i tre valorosi carabinieri che hanno perso la vita, mentre difendevano la nostra.

Così come l’Arma dei Carabinieri è sempre stata cosi di supporto, aiuto e prevenzione nei confronti della diplomazia, altrettanto è necessario che questa sera la diplomazia si inchini di fronte al sacrificio di questi tre eroi e di tutti gli agenti che ogni giorno vivono e muoiono nell’ombra, proteggendo sia coloro che amano ma anche coloro che non conosceranno mai.

Ricordo una frase che dicono Marco affermasse sempre al tuo team prima di ogni operazione ”ragazzi, vado avanti io, voi avete famiglie che vi aspettano a casa e avete ancora una vita davanti” e gli veniva puntualmente risposto “a marscià, siamo una squadra: si entra insieme e si esce insieme”.

Che tutti noi qui stasera abbiamo da imparare da cotanto esempio.

Concludo ringraziando di cuore tutti voi per essere qui stasera a condividere con me l’inizio di questo nuovo, certamente oneroso ma bellissimo percorso diplomatico.

Alessandro Maria Ferreri
Console Onorario della Repubblica di Lituania a Milano

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